Obsession

Standard

Appena sveglia ho ormai un unico pensiero fisso: laurearmi.

Come una novella Bridget Jones, mi sveglio e penso che ancora non sono laureata, che ormai sono vecchia e che gli altri sono tutti molto più avanti di me. E che probabilmente rimarrò loro dietro. E che mentre gli altri, con coroncine d’alloro e Moët & Chandon in mano brinderanno a breve alla fine dell’incubo, io rimarrò qui, sola, a brindare col mio consueto succo di pesca. Per quanto riguarda poi la ricerca di un lavoro, oh, per quello forse siamo accomunati: chi ha una laurea al giorno d’oggi non è tanto più fortunato di chi non ce l’ha. Ma almeno l’ha conseguita, cavolo, è sua, ha quel maledetto pezzo di carta che sogno continuamente davanti agli occhi come fossi un’innamorata. Odi et amo, appunto, come diceva il buon Catullo.

 

Mi sento intrappolata. Mi sento imprigionata in un mondo non mio, in una vita non mia, e per quanti sforzi faccia mi sembra che a nulla valgano, anzi, se possibile, la situazione peggiora. Mi sento vecchia, surclassata. Se mi guardo allo specchio la mia immagine è giovane, io stessa mi darei meno anni di quelli che in realtà ho, ma dentro mi sento così … vecchia. Il pensare che altri più piccoli di me si siano già laureati, che mi abbiano sorpassato e che ormai siano fuori da questo circolo vizioso mi fa sentire così. Dovunque mi giri vedo gente laureata. Dovunque porga le orecchie sento gente che sta per laurearsi. Dovunque vada mi chiedono quando lo farò io. 

La verità è che credo di aver sbagliato nella scelta della facoltà. Mi piace, sì, ma non è la mia, non credo sia fatta su misura per me. La scelsi perché pensavo di poterla finire in fretta e di avere maggiori possibilità di lavoro, una volta fuori, ma adesso, che non la sto finendo in fretta e che non trovo possibilità di lavoro, mi chiedo a cosa siano mai valsi tutti questi sacrifici e se io non abbia sbagliato tutto, sprecando preziosi anni di vita e di gioventù che non torneranno mai più indietro. Vorrei poter cambiare le cose attivamente, praticamente, immediatamente. Vorrei quasi cambiare davvero la facoltà che ho scelto. Ma con 7 esami davanti a me, credo che la cosa giusta sia finire, ormai, e mandare tutti affanculo. Tutti, compresa me. 

Problemoni

Standard

Stamattina mi sono provata di nuovo il vestito per il matrimonio (che è domani). E improvvisamente ho avuto mille dubbi. 

  • Calze nere o color carne?
  • Borsa nera o rossa?
  • Sono davvero convinta del vestito che ho scelto? 

E’ sopratutto l’ultimo punto che mi assale: se al negozio lo vedevo scivolarmi addosso come un guanto ora lo vedo tutto bozzi e rigonfiamenti e, cosa da considerare, io mi vedo tutta bozzi e rigonfiamenti. Come posso vedermi così radicalmente diversa nel giro di una settimana? Forse perché lo specchio di casa mia è uno specchio deformante? Nel negozio mi vedevo bene mentre ora non mi piaccio per niente. E se avessi dovuto prendere l’altro vestito al posto di questo? E’ la cruda realtà o sono i miei poveri occhi sbilenchi? E altre amenità simili condite da preoccupazioni per gli esami che ho la prossima settimana e il poco tempo che mi rimane per far tutto dato che ho trovato una nuova bimba alla quale fare ripetizioni di latino (me gaudente) dalla quale devo recarmi oggi. 

Non voglio fare la civetta e sinceramente mi vergogno un pò a postare queste foto alla fascion blogger ma ora più che mai ho bisogno di un parere esterno. Voi che ne pensate? Calze nere o color carne? Borsa nera o rossa? Ho fatto bene a prendere questo vestito o dovevo prendere l’altro, più largo e morbido sulle curve piuttosto che questo che è più attillato?

Non fate caso all’armadio aperto, nè alla scarsa nitidezza delle foto: l’ho fatte in fretta e furia solo per far vedere il vestito. 

(Tra le altre cose, mica sapete perché il programma interno del pc non mi fa fare più foto o video dicendomi ogni volta che lo apro "camera is used by another program"quando l’unico program ad essere opened è solo quello della webcam?!)