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Piove

Amo quando piove, l’ho già detto vero? “Almeno una decina di volte” (voci sparse che mi risuonano nelle orecchie) Stamani poi sono riuscita ad alzarmi, vestirmi, truccarmi (e senza usare il fondotinta!) e scendere giù in piazza. Nonostante sia uscita di casa alle 11.40 è stato piacevole uscire a fare una passeggiata, prendere un ginseng con mamma e fare un po’ di vita social. Sono stata da Claudia a farle un saluto (lo ammetto, sopratutto per sfuggire al mazzi che camminava avanti a me. Non per cattiveria ma non avevo voglia di attaccare bottone e ripetere mille volte “no grazie” al sicuro caffè che mi avrebbe offerto) e dal Sabaticcio. Ho scelto appositamente di fare il giro lungo e non tagliare per il borgo, come faccio sempre, proprio per godermi la girata. Di solito quando esco scelgo sempre la strada più breve e le opzioni che mi consentono di risparmiare più tempo possibile, ma sono convinta che se prendessi le cose con maggiore calma vivrei meglio. Sono arrivata su al boschetto e mi sono seduta …

Prime piogge

Molti non saranno d’accordo, ma io in questo tempo autunnale ci sto più che bene. E’ il mio. Sorrido e respiro a pieni polmoni quando esco, sorrido e gioco con la tenda quando guardo fuori, sorrido e mi sento protetta sprofondata sotto le coperte quando sono a letto. Certo, devo combattere con i piedi freddi, con i capelli da asciugare col phon, con la probabile cervicale che a breve verrà a farmi visita… ma la pioggia, l’aria di terra bagnata, l’aria frizzante mi ripagano di tutto. E’ che, come dice S., “tu sei malinconica.” Ed è così. Io sono fatta per sedermi sulle panchine del parco tra le foglie rosse e gialle con un libro in mano ed un quaderno accanto a me, con la penna che aspetta di vergarle. Sono fatta per Corto Maltese, per Jane Austen, per Charlotte Brontë. Non certo per James E.L., una delle più grosse trovate commerciali degli ultimi tempi spacciate per un esempio di emancipazione femminile e letteratura moderna. …Oh no, non sono proprio fatta per lei.  :frusta:

Insta… words?

Ci sarebbero tante cose da dire e da raccontare, da come ho ricoverato uno dei miei “gattini di campagna” a casa mia che stava male perché debilitato dal troppo caldo, di come io e mio fratello ci siamo messi a giocare a Uno di nuovo anche se fa tanto vintage, del fatto che mio papà mi abbia costruito un’amaca, oggetto che desideravo da quando la vidi sotto il portacoda di Paperino per la prima volta su “Topolino”, del fatto che mi sia fatta una scorpacciata di Rat Man in pochi giorni, del fatto che abbia scoperto di amare più Lomo Camera che Instagram, di come abbia partecipato alla mia prima sfilata medievale e di come abbia rimesso a nuovo il sito di mia mamma. Ma più di tutto, quello che mi preme rivelare al mondo è che a volte l’intolleranza a certe situazioni possa essere, a dispetto delle apparenze, benefica, poiché permette di stare meglio con se stessi e con gli altri. Non sottovalutatela!  :witch: P.S. Il nuovo vestito del blog è opera della mia deliziosa quanto geniale …