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Per punti

In questo periodo sono stata un po’ fuori dal mondo e dagli schemi, per gli ovvi motivi già ampiamente descritti nelle puntate precedenti, ma nonostante questo non mi esimerò dal dispensare la mia su alcuni fatti di questi ultimi quindici giorni. Sul naufragio della Concordia, dirò che: Quel simpatico guascone di Schettino è divenuto il capro espiatorio di turno, il perfetto esempio vivente dei detti napoletani: “Povero a chi cade e chiede aiuto” e “S’a fanno co’ scemo“. Dopo aver creduto di aver sotto i piedi un vespino e indi per cui la facoltà di fare il figo sgommando davanti il Giglio (a proposito, povero il mio Giglio, quante volte sono stata sotto qul faro rosso così tristemente inquadrato in questi giorni) causando per la sua imbecillità morti, collusioni, danni per milioni e un probabile inquinamento di una delle acque più belle al mondo, è stato barbarmente abbandonato al suo destino dalla stessa mano che prima gli dava cibo e responsabilità, dimenticando forse che se un soggetto simile con 20 anni di esperienza, 50 di …

Ciao.

E così il Silvione nazionale si dimise sul serio. Ah… che sollievo, che leggerezza, che meraviglia. Ieri sera sono andata al cinema con S. e, appena alla radio hanno dato la fatidica notizia, ho abbassato il finestrino della macchina e mi sono messa ad urlarlo al mondo intero mentre lui clacsonava. Mi è dispiaciuto solo che eravamo in una stradina di campagna e mi abbiano sentito solo i fili d'erba ma poco importa: quello che interessa è che B. si sia dimesso. Voglio ripeterlo: B si è dimesso. L'Europa è riuscita dove la sinistra ha fallito in questi lunghi anni e voci di corridoio sussurrano che non sia nemmeno tutto merito dell'UE quanto di Ennio Doris. Pare che il simpatico guascone del cerchio nella sabbia infatti abbia telefonato al cognato chiedendogli a chiare lettere cosa avesse intenzione di fare, dato che se continuava di questo passo "non lascerai niente ai tuoi figli" versando così la proverbiale goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ieri sera al cinema l'atmosfera era diversa. Non so se siano state …

Limbo.

Dunque dunque dunque. Il mio periodo da surfista sulla cresta dell’onda è finito miseramente ieri, quando provando a dare l’ultimo degli esami che mi ero prefissata di fare a settembre ho fissato negli occhi il professore e gli ho detto: “Ritorno a gennaio”. Sì miei affezionatissimi, la vostra ha deciso di interrompere l’esame lasciando così di sasso il professore (mai visto e conosciuto) che quando poi l’ho reincontrato alla trattoria dove il mio relatore aveva portato a pranzo me e un mio amico che prepara la tesi con lui mi ha guardata e mi ha detto: “A lei è andata male, vero?”. Cominciando dal principio, sono andata a kamikaze. Dopo due esami molto grossi e impegnativi dati nei primi 15 giorni di settembre avevo solamente 10 giorni per preparare questo più il mio compleanno di mezzo e la festa dell’uva qui al mio paesello (capita raramente che qui ci sia qualcosa). Per cui senza ai nè bai mi ero messa sotto sì ma pensando che mi buttavo, che se andava bene bene e se no pazienza. …