Provo a tornare. Seriamente.

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E’ da quando è iniziato l’anno nuovo che mi pongo come obiettivo quello di tornare a scrivere, e addirittura di farlo scrivendo un post al giorno (!).
Come avete ben visto, il primo post del 2017 ad essere pubblicato su questo blog è del 18 gennaio… assai dopo Capodanno. Un buon proposito andato già a farsi benedire. 😀
Mi dispiace essermi allontanata, avevo promesso a me stessa che non sarei stata una blogger di quel genere, ma, mio malgrado, ho dovuto staccare e lasciar andare questo spazio, sacrificandolo ad altre cose.
Nonostante questo non ho voluto lasciar perdere del tutto il mio progetto e, realizzarlo, ho cercato su internet qualcosa di carino da poter scrivere ogni giorno, che sopperisca alla domanda ancestrale: “Cosa scrivo oggi?” che porta, inevitabilmente, al non scrivere affatto.
Ho trovato, su Tumblr, questa lista di spunti bloggheschi. A differenza delle Writing Challenge comuni, però, questa mescola musica & scrittura, perciò mi piaceva particolarmente farla.

L’account che propone questa sfida è 30daychallengearchive, ed il post è di due anni fa, ma immagino che si possa fare quando si vuole.

30 Days of Music: A Writing Challenge

Rules: For each day, post a piece of writing (short story, poem, etc.) based on a song. In essence, write a story around the feelings/ memories the song evokes, based on the songs concept, or around a line of lyric (if applicable) that really resonates within. For every post, link a YouTube video of the song before the writing. One may either base their writing on a song of their own choosing, or go by the list (though I would recommend listening to the song for that day before dismissing it) given here:

Day 1: Lemolo – We Felt the Fall

Day 2: Daughter – Smoke

Day 3: Lana Del Rey – Summertime Sadness

Day 4: Korn – Mr. Rogers

Day 5: La Dispute – A Broken Jar

Day 6: Mad Season – Long Gone Day

Day 7: Marcy Playground – Opium

Day 8: Wren – Artificial Flavors

Day 9: Cage the Elephant – Shake Me Down

Day 10: Beck – Paper Tiger

Day 11: Tame Impala – Mind Mischief

Day 12: Ernesto Cortazar – Beethoven’s Silence

Day 13: Sarah McLachlan – Gloomy Sunday

Day 14: Nirvana – Come As You Are

Day 15: The Cranberries – Zombie

Day 16: Modest Mouse – Dramamine

Day 17: Sun Kil Moon – Heron Blue

Day 18: Alice in Chains – Bleed the Freak

Day 19: The Allman Brothers – Whipping Post

Day 20: System of a Down – Aerials

Day 21: The Beatles – Norwegian Wood

Day 22: Nirvana – All Apologies

Day 23: Muddy Waters – Rolling Stone

Day 24: Oasis – Wonderwall

Day 25: Foo Fighters – Let it Die

Day 26: Metallica – Nothing Else Matters

Day 27: Gotye – Smoke and Mirrors

Day 28: Led Zeppelin – The Battle of Evermore

Day 29: Pink Floyd – Hey You

Day 30: Ludwig Van Beethoven – Fur Elise

I hope you find the challenge a marvelous experience. ^_^

*On the last day of the challenge, after what’s written, leave some feedback; include any, and all, thoughts on the challenge.*

Ho scelto di cominciare dal giorno numero 1, anche se siamo al 18 del mese. Sarà un mese che va dal 18 gennaio al 18 febbraio questo. 🙂

La prima canzone è Lemolo – We Felt the Fall.

Devo ammettere che è una canzone a me sconosciuta (come molte altre presenti nella lista, del resto).

Mi ha ricordato un po’ Lorde, un po’ Lana del Ray. Si avverte questa immensa solitudine, questo desiderio, nel contempo, di essere lasciati languire ma di essere salvati. La voce è struggente, le parole oscure, brevi e pesanti, cariche di significato. Abbiamo sentito la Caduta. La Caduta dal Cielo, la caduta biblica. Abbiamo perso le ali e non sappiamo più come ritornare indietro, come rimediare ai nostri errori, come sopravvivere al rimorso ed al rimpianto.

La strofa finale,

“You’re like home
You’re my home
You’re home”

ha un che di disperato e consolatorio insieme. E’ come se chi fosse caduto si sia rassegnato alla sua nuova condizione, ma che abbia anche incontrato, finalmente, il suo salvatore.

Salvata dalla campanella

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In response to The Daily Post’s writing prompt: “Saved by the Bell.”

Tell us about a time when you managed to extract yourself from a sticky situation at the very last minute.

Eccetto le volte, a scuola, in cui venne veramente salvata all’ultimo secondo dal suono della campanella, un esempio di situazione scomoda evitata in extremis le fu offerto proprio quella mattina: nell’edificio dove lavorava gli uffici erano comunicanti tra di loro grazie a delle porte presenti nelle pareti interne e, mentre si trovava sulla soglia di una di loro, chiacchierando con le colleghe degli impegni giornalieri dopo aver dato il consueto buongiorno, sentì, mentre salutava per andare via, la porta dell’ufficio accanto aprirsi, e la voce stridula e petulante della collega che non sopportava fare capolino nella stanza buia. Subito, con l’eleganza di una ballerina e il tempismo meccanico di un automa, girò sui tacchi per uscire dalla porta principale dell’ufficio proprio mentre quella interna si apriva lasciando entrare la fastidiosa e lagnosa creatura. Fu quel “ciao, a dopo” di qualche minuto prima il suono della campanella: le risparmiò un quindici minuti buoni di lamentele, maldicenze, sciocchezze varie. Ringraziò il suo quinto senso e mezzo e tornò al suo ufficio, percorrendo il lungo corridoio illuminato dal sole.

Esprimi te stesso

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In response to The Daily Post’s writing prompt: “Express Yourself!.”

Do you love to dance, sing, write, sculpt, paint, or debate? What’s your favorite way to express yourself, creatively?

Praticamente ho risposto a questa traccia nel post precedente: io adoro scrivere, e sono sempre stata più brava ad esprimermi con le parole scritte piuttosto che con quelle pronunciate; anche se recentemente mi sono accorta che sto disimparando a farlo – sicuramente a causa del mancato allenamento – motivo per il quale sono corsa ai ripari riprendendo a postare sul blog. Amo scrivere, adoro farlo e mi dispiacerebbe davvero molto se perdessi l’abitudine di ticchettare su una tastiera per imprimere su una pagina bianca le mie impressioni o le mie storie. Per i miei trent’anni nuovi di zecca, poi, ho preso la coraggiosa decisione di esprimere davvero tutto ciò che mi passa per la testa, senza paure: ho intenzione di scrivere un post al giorno, dovesse pure essere sciocco o poco interessante ai più. Settembre è cominciato con il buon proposito di andare in palestra, e, come tutti i buoni propositi, è partito lievemente in ritardo.