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Non bisogna essere una camera

One need not be a chamber – to be Haunted – One need not be a House – The Brain – has Corridors surpassing Material Place -Far safer of a Midnight – meeting External Ghost – Than an Interior – confronting – That cooler – Host -Far safer, through an Abbey – gallop – The Stones a’chase – Than moonless – One’s A’self encounter – In lonesome place – Ourself – behind Ourself – Concealed – Should startle – most – Assassin – hid in Our Apartment – Be Horror’s least – The Prudent – carries a Revolver – He bolts the Door – O’erlooking a Superior Spectre – More near – Non bisogna essere una camera – per essere Infestati – Non bisogna essere una Casa – Il Cervello – ha Corridoi che vanno al di là Di un Luogo Materiale -Assai più sicuro a Mezzanotte – incontrare Un Fantasma Esterno – Che con uno Interiore – confrontare – Quel più freddo – Ospite -Assai più sicuro, attraverso un’Abbazia – galoppare – Da Pietre …

#Disestoria – 18

Ecco il tema per la #Disestoria di oggi. Ogni giorno pubblichiamo un disegno, stilizzato o minimale, e da quel disegno dovete farvi ispirare per una STORIA. Non mettiamo limiti di nessun tipo. Se volete giocare su Twitter avrete sicuramente da risolvere il problema dei 140 caratteri, ma sappiamo che ne siete più che capaci, qui […] via #Disestoria – 18 — Scrivere creativo Era ancora così buffo, saper camminare lungo la parete di budino. Avevo dato retta al Cappellaio Matto, e mi ero lasciata convincere – non senza qualche remora –  a procedere “in avanti, dritto e poi giù!” per dirla con le sue parole. Mentre procedevo verso l’abisso, mi rendevo conto di provare una sensazione stranissima, tra lo stupito e lo spaventato. C’era anche un po’ di divertito, mentre il dolce profumo del caramello mi stuzzicava il naso, facendomi brontolare lo stomaco. “A che mi servirà saper camminare sul budino, proprio non lo so” mi chiedevo, mentre continuavo ad andare verso il fondo del baratro. “Tu impara, poi vedrai” mi rispose il Cappellaio dalla cima …

Organizzare un matrimonio – pt 2

Nell’immaginario collettivo, la futura sposa è una creaturina amabile, seduta su di una sedia accanto ad una finestra, a sognare del suo futuro marito. E’ emozionata, piena d’amore, presa da una felicità incontenibile ed impossibile da esprimere con parole umane. E’ lì, la creaturina, è lì a torcersi le manine sorridendo al pensiero del suo grande amore all’altare, immaginando quando percorrerà la navata della chiesa al braccio del padre verso il suo Lui, e mentre immagina questo sorride, con una lacrima che le vela appena gli occhioni pieni di fiducia e di felicità. Ecco, dimenticate tutto questo. Nella realtà la sposa è una creaturina indaffarata, a tratti isterica, il cui già pregevole cervello deve elaborare mille informazioni e risolvere mille problemi alla volta. Esistono milioni di tradizioni, dettagli, personaggi da gestire, per una sposa. Deve pensare a quale fiori vuole, di che colore li vuole, in che numero, forma e dimensione li vuole; deve scegliere il vestito, i gioielli, i capelli, il trucco; deve combattere con i parenti, le amiche, i fornitori; deve saper correre …