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#Disestoria – 18

Ecco il tema per la #Disestoria di oggi. Ogni giorno pubblichiamo un disegno, stilizzato o minimale, e da quel disegno dovete farvi ispirare per una STORIA. Non mettiamo limiti di nessun tipo. Se volete giocare su Twitter avrete sicuramente da risolvere il problema dei 140 caratteri, ma sappiamo che ne siete più che capaci, qui […] via #Disestoria – 18 — Scrivere creativo Era ancora così buffo, saper camminare lungo la parete di budino. Avevo dato retta al Cappellaio Matto, e mi ero lasciata convincere – non senza qualche remora –  a procedere “in avanti, dritto e poi giù!” per dirla con le sue parole. Mentre procedevo verso l’abisso, mi rendevo conto di provare una sensazione stranissima, tra lo stupito e lo spaventato. C’era anche un po’ di divertito, mentre il dolce profumo del caramello mi stuzzicava il naso, facendomi brontolare lo stomaco. “A che mi servirà saper camminare sul budino, proprio non lo so” mi chiedevo, mentre continuavo ad andare verso il fondo del baratro. “Tu impara, poi vedrai” mi rispose il Cappellaio dalla cima …

Organizzare un matrimonio – pt 2

Nell’immaginario collettivo, la futura sposa è una creaturina amabile, seduta su di una sedia accanto ad una finestra, a sognare del suo futuro marito. E’ emozionata, piena d’amore, presa da una felicità incontenibile ed impossibile da esprimere con parole umane. E’ lì, la creaturina, è lì a torcersi le manine sorridendo al pensiero del suo grande amore all’altare, immaginando quando percorrerà la navata della chiesa al braccio del padre verso il suo Lui, e mentre immagina questo sorride, con una lacrima che le vela appena gli occhioni pieni di fiducia e di felicità. Ecco, dimenticate tutto questo. Nella realtà la sposa è una creaturina indaffarata, a tratti isterica, il cui già pregevole cervello deve elaborare mille informazioni e risolvere mille problemi alla volta. Esistono milioni di tradizioni, dettagli, personaggi da gestire, per una sposa. Deve pensare a quale fiori vuole, di che colore li vuole, in che numero, forma e dimensione li vuole; deve scegliere il vestito, i gioielli, i capelli, il trucco; deve combattere con i parenti, le amiche, i fornitori; deve saper correre …

Del perché io abbia finito per odiare Bloglovin’

C’era una volta Bloglovin’ (proprio così, con l’apostrofo finale). Era un ameno aggregatore di feed, che ti permetteva di raggruppare in un unico, meraviglioso, comodissimo posto tutti i blog che seguivi anche se ospitati su piattaforme differenti. Certo, si notava una certa propensione per i fashion blog (si capiva che erano i cocchi della maestra) ma c’era, ad ogni modo, la possibilità di seguire e pure di commentare i blog che più ci piacevano direttamente nella finestra di lettura dell’aggregatore. Poi ho smesso di stare dietro al mondo dei blog, e, con questo, ho smesso di stare dietro a Bloglovin’.   Qualche tempo fa ho fatto nuovamente l’accesso e ho trovato tutto molto strano e diverso, tutto molto… social (rabbrividisco). Adesso si seguono non solo i blog, ma anche i loro autori. Nel senso che c’è la pagina dell’autore e la pagina del blog che gli appartiene. Proprio come su Facebook. Io odio Facebook. Non solo ha livellato tutto, portando ogni cosa sullo stesso piano, sia fisico che mentale, non solo ha peggiorato l’Internet, amplificando la voce …