Il primo giorno dell’anno

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Il 2014 si è concluso in un modo decisamente insolito: dopo un susseguirsi di colpi di scena che Pretty Little Liars scansati, io e il mio ragazzo abbiamo passato l’ultimo dell’anno in un locale,  mangiando quindi cose cucinate da altri insieme a persone sconosciute. Di solito, i nostri San Silvestro li abbiamo sempre passati a casa di amici con gli amici, oppure, come è successo l’anno scorso, nella città dove lui lavora, organizzando da soli il Cenone e poi festeggiando in piazza.

L’esperienza si è rivelata divertentissima.

Sapevamo già che avremmo cenato insieme a dei perfetti estranei, poiché i posti liberi rimasti erano in una tavola da sei già occupata da altre persone, che il proprietario del locale non ha esitato a definire “strane”. In effetti, i nostri vicini di tavolo sembravano personaggi di Blade: c’erano Abraham Whistler, in giacchetta di jeans e capelli lunghi, e due vampiri quasi completamente ricoperti di tatuaggi, che cozzavano con i baffi a manubrio dell’esemplare maschio e la borsa di pelle color cognac di quello femmina. Tutti del nord Italia e tutti alla mano (per fortuna!). Sicuramente anche loro, come noi, non sapevano chi si sarebbero trovati accanto, e forse temevano una coppia attempata inneggiante Lega.

Ma, a parte questo, ho potuto constatare, ancora una volta, come il Capodanno sbricioli il ritegno delle persone; non solo di quelle più giovani e giovanissime ma anche e soprattutto di quelle cresciutelle, e osservare più che mai la grande varietà di fauna umana che popola il mondo: oltre ai personaggi di cui sopra ho visto signore distinte, con vestiti sobri e fini, ballare delicatamente Get Lucky dei Daft Punk, campagnoli ripuliti con camice scolorite ululare allo smartphone dell’amico che riprendeva, 50enni alti e magri, vestiti di nero, scatenarsi con mosse (a loro dire) sensuali, culone ingioiellate coi ninnoli di famiglia ballare il famigerato Gioca jouer e, infine, mimare Olivia Newton Jones sulle note di Grease.

Ho visto anche ragazzi come e più piccoli di noi, ma la generazione dei genitori sovrastava qualunque cosa, invadeva ogni spazio, copriva qualsiasi suono con la loro dichiarazione di indipendenza, affermando chiassosamente di voler fare casino, di volersi sentire adolescenti almeno per una notte; cosicché la nostra generazione si limitava ad osservare divertita, ballare da seduta, scattare foto e farsi selfie con i boccali di birra. Non so se dopo la cosa sia degenerata, perché all’1.20 io e la mia metà siamo andati via.

Credo sia stato uno dei Capodanni più istruttivi di sempre. Mi diverto sempre tanto ad osservare le persone, a coglierne i particolari che li rendono così unici e diversi dal resto del mondo.

E questo Capodanno me ne ha decisamente dato l’occasione.

Cominciamo bene 2015, bravo. 😀