Sun Kil Moon – Heron Blue

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Ho saltato un bel po’ di challenge giornaliere; se avessi deciso di cominciare dal principio anziché dal giorno in cui ho scritto il post a quest’ora avrei già finito… mi sono quasi pentita di aver scelto questa sfida; credevo mi avrebbe portato a conoscere canzoni nuove ma per la maggior parte mi ha fatto conoscere canzoni deprimenti o (per me) inascoltabili… ad ogni modo, una promessa è una promessa, e dunque eccoci con il giorno 17 e la canzone Sun Kil Moon degli Heron Blue.

Non conosco questo brano, ma non mi dispiace. Ha un ritmo lento, ripetitivo, quasi sonnolento… la descrizione del video che ho riportato qui dice “mesmerizing music”, ed in effetti direi che, volendo, potrebbe essere ipnotizzante. La pecca è che alla lunga fa venire sonno… è molto lungo (07.38) e il ritmo è sempre uguale; essendo poi lento e morbido rilassa… anche la voce del cantante aiuta, bassa e roca com’è.

Not to bad, anyway. Not to bad.

Io non ho paura

Video

Ci penso da lontano da un altro mare un’altra casa che non sai

La chiamano speranza ma a volte è un modo per dire illusione
Ci penso da lontano e ogni volta è come avvicinarti un po’
Per chi ha l’ anima tagliata l’amore è sangue, futuro e coraggio
A volte sogni di navigare su campi di grano
E nei ritorni quella bellezza resta in una mano
E adesso che non rispondi fa più rumore nel silenzio il tuo pensiero
E tu da li mi sentirai se grido

Io non ho paura x4

Il tempo non ti aspetta
Ferisce questa terra dolce e diffidente
Ed ho imparato a comprendere l’indifferenza che ti cammina accanto
Ma le ho riconosciute in tanti occhi le mie stesse paure
Ed aspettare è quel segreto che vorrei insegnarti
Matura il frutto e il tuo dolore non farŕ piů male e adesso alza lo sguardo
Difendi con l’amore il tuo passato
Ed io da qui ti sentirò vicino

Io non ho paura x4

E poi lasciarti da lontano rinunciare anche ad amare come se l’amore fosse clandestino
Fermare gli occhi un istante e poi sparare in mezzo al cielo il tuo destino
Per ogni sogno calpestato ogni volta che hai creduto in quel sudore che ora bagna la tua schiena
Abbraccia questo vento e sentirai che il mio respiro è più sereno

Io non ho paura
Di quello che non so capire
Io non ho paura
Di quello che non puoi vedere
Io non ho paura
Di quello che non so spiegare
Di quello che ci cambierà

(Ogni volta che l’ascolto penso a mia nonna)

Non posso farci niente

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Non so se avete mai avuto occasione di guardare quei video, su You Tube, dove le ragazze fanno vedere la propria camera, cosa c’è nella propria borsa o cosa indossano. Ecco, la maggior parte di loro si sofferma, nei loro tour, nel dire quanti orologi hanno, quanti braccialetti hanno, quanti smalti hanno e, qualora abbiano qualcosa di marca – sopratutto profumi – si trattengono a lungo sulla loro descrizione, aprendo pacchetti e confezioni pur di mostrare il loro contenuto. Hanno camere che sembrano uscite dritte dritte da Tumblr, hanno arredamenti che farebbero invidia a Martha Stuart e tutto, nel loro magico mondo, ha colori rosa cipria o, al massimo, violetto. I capelli sono quasi sempre boccolosi, il trucco è impeccabile, al muro spicca, nel quasi 99% dei casi, una Audrey Hepburn da Colazione da Tiffany, elevata ad idolo personale.

Insomma, sembrano le Classiche Ragazze Perfette Da Vita Perfetta, di quelle con il Suv nel vialetto di ghiaia, la staccionata del giardino bianca e la villetta a due piani.

Poi, però, fatalmente, una cosa mi colpisce sempre, ad un certo punto del video: i loro vestiti.

Sì, perché in questo mondo fatato fatto di rosa cipria e smalti Chanel, di ciondoli Tiffany e di Petite Robe Noir, il costo complessivo del vestiario che indossano al momento del video ammonta più o meno a venti, massimo cinquanta euro, dato che proviene, per la maggior parte, da catene low cost o da negozi cinesi. Vestiti che costano poco, insomma, e che tradiscono le loro origini mostrando lati infeltriti, angoli sdruciti, lati consumati.

Non che stia dando loro delle barbone eh, per carità. La Ferragni è diventata famosa accoppiando Rolex e H&M.

Solo, quel che mi colpisce ogni volta è questa stonatura acuta tra lo smalto Chanel da 22,50 € e la maglietta cinese da 5,00 €. Lo stridente accostamento tra un braccialetto a cuore di Tiffany ed un orologio di Donnapiù. Il curioso mettere in fila, sulla mensola della propria cameretta, Valentina by Valentino e la paccottiglia cinese mezza arrugginita di anelli, bracciali e quant’altro.

Ogni volta che ci penso, sento le unghie graffiare sulla lavagna. E non posso farci niente.